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DIPINTI ANTICHI

attribuito a François de Nomé, detto Monsù Desiderio

Il ritorno di Esaù dalla caccia

Il soggetto del dipinto è legato al noto passo della Genesi che narra della vendita della primogenitura di Esaù a Giacobbe (Genesi 25,27-30): 27 I due fanciulli crebbero ed Esaù divenne un esperto cacciatore, un uomo di campagna, mentre Giacobbe era un uomo tranquillo, che viveva nelle tende. 28 Or Isacco amava Esaù, perché la cacciagione era di suo gusto; Rebecca invece amava Giacobbe. 29 Una volta che Giacobbe si cucinò una zuppa, Esaù giunse dai campi tutto
stanco. 30 Ed Esaù disse a Giacobbe: «Per favore, lasciami mangiare un po' di questa zuppa rossa, perché sono stanco». Per questo fu chiamato Edom.
Con una scelta narrativa quanto meno singolare il dipinto raffigura un cacciatore in un elegante abito azzurro, con una faretra sulla schiena e due segugi al guinzaglio. Lo seguono un assistente in abito rosso con una preda infilzata sulla picca, accompagnato da un ragazzo che anch’esso reca selvaggina e conduce tre levrieri.
È dunque plausibile che l’immagine mostri Esaù che, stanco dopo una partita di caccia, sta rientrando a casa ed è in procinto di scambiare con il fratello Giacobbe la sua primogenitura in cambio di un piatto di “zuppa rossa” (cioè di lenticchie; di qui l’espressione che definisce l’atto di vendere qualcosa di importante “per un piatto di lenticchie”). I dettagli dello scenario in prospettiva radente di rovine classiche ammassate avanti a una porta di ordine tuscanico sono paragonabili a più di un’opera ascritta a de Nomé nella monografia di riferimento sul pittore (cf. M.R. Nappi, François De Nomé e Didier Barra, l’enigma Monsù Desiderio, Roma-Milano, 1991, ad es. pp. 56-57, A9; p. 69, A20; pp. 126-127, A64; p. 161, A84; p. 125, A125, etc.). La scioltezza di tocco pittorico e la combinazione tra la resa fantastica delle sculture sugli edifici e una certa oggettività delle architetture – con una impaginazione non lontana da talune invenzioni di Viviano Codazzi - fanno propendere per una datazione avanzata del dipinto, forse verso la fine del percorso oggi noto di Monsù Desiderio, quando le opere di Codazzi cominciavano ad essere note a Napoli.

Stima

€ 5.000,00 - € 7.000,00

Termine Asta
17/09/2020 Ore 18:30
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Anna Cesare

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