CATALOGO ASTA 78
ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA + DESIGN
26 MAGGIO 2016

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Robert Rauschenberg

Getone (Spring 1988 Glut)

Firmato Rauschenberg sul retro
Metallo ritrovato, piegato e rivettato
cm 71,1x127x24,1
Eseguito nel 1988

Titolo sul retro
Iscrizione sul retro: 88.56

Provenienza: Private Corporation, Svezia;
Studio Morra, Napoli (come da etichetta sul retro);
Collezione privata, Napoli

Esposizioni: Rauschenberg – Sculpture and Paintings, Heiland Wetterling Gallery, Göteborg, Svezia, 6 ottobre - 20 novembre, 1988. Illustrato in catalogo (pagina senza numero);
Rauschenberg, Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea - Palazzo dei Diamanti, Ferrara, 29 febbraio - 6 giugno, 2004. Catalogo della mostra. Presentazione a cura di Gaetano Steriele, Pier Giorgio Dall’ Acqua, Alfredo Santini, Sergio Lenzi, Franco Farina, Alberto Ronchi and Andrea Buzzoni. Interventi di Susan Davidson e Julia Blaut. Intervista con Robert Rauschenberg, Mario Codognato e Mirta d’Argenzio. Illustrato, pagina 173, n. 67;
Robert Rauschenberg: Gluts, Collezione Peggy Guggenheim, Venezia, 30 maggio - 20 settembre, 2009. Catalogo della mostra. Prefazione di Richard Armstrong e Philip Rylands, accorgimenti di Susan Davidson e David White, saggi di Susan Davidson e Mimi Thompson;
Robert Rauschenberg: Gluts, Museum Tinguely, Basel, Switzerland, 14 ottobre 2009 - 17 gennaio 2010. Illustrato in catalogo, pagina 53;
Robert Rauschenberg: Gluts, Guggenheim Bilbao, Bilbao, Spagna, 12 febbraio - 12 settembre, 2010. Illustrato in catalogo, pagina 55;
Robert Rauschenberg: Gluts, Villa Panza, Varese, 14 ottobre, 2010 - 27 febbraio, 2011. Illustrato in catalogo, pagina 51

Si ringrazia Gina C. Guy della Robert Rauschenberg Foundation, New York, per aver confermato per email l'autenticità dell'opera e per l'aiuto nella compilazione di questa scheda

Tra i più importanti esponenti del New Dada e padre della PopArt, Robert Rauschenberg, è stato uno dei primi a dimostraregrande attenzione per il quotidiano in tutti i suoi aspetti, anchequelli più semplici elevandoli, attraverso la realizzazione di grandicomposizioni con assemblaggi di oggetti ritrovati, ad opera d’arte.Anche grazie a questa pratica diviene il punto di riferimento di ungran numero di artisti a lui successivi che ancora oggi si ispiranoalla sua opera e ne sono influenzati.
Rauschenberg duranteil suo percorso artistico si dedica con particolare interesseall'esplorazione delle proprietà visive e fisiche dei metalli,indagandone le caratteristiche formali e le proprietà estetiche.
Nascono così i Glut, sculture realizzate con l’assemblaggio dicartelli stradali, insegne pubblicitarie e altri oggetti metallicirecuperati in cumuli di rifiuti urbani che rappresentano uno deipunti più interessanti della sua ricerca. Inizialmente l’artistaparte con gli oggetti ritrovati in Texas, sua terra d’origine, per poiestendere la ricerca agli stati che visita durante i suoi numerosiviaggi, tra cui soprattutto l’Italia dove spesso si reca invitato adesporre nella galleria di Lucio Amelio a Napoli.
Glut letteralmente significa “eccesso”, ed è proprio l’eccessomoderno che Rauschenberg vuole rappresentare. Tuttavia lasua posizione non è né politica, né polemica: l’artista ha infattidichiarato che ciò che le sue opere devono realmente fare è“offrire alle persone l'esperienza di guardare le cose in relazionealle loro molteplici possibilità\"[1] .
Tuttavia nei Gluts non è da rintracciare un’estetica del rifiuto,ma la volontà di creare un tipo di arte antielitaria, come l’artistastesso ha affermato in un intervista: “Ho sempre avuto unapassione per le cose comuni, e ho sempre avversato la ricercadell’esclusivo”[2].
La scultura museale qui presentata è uno dei più riusciti Gluts mairealizzati da Rauschenberg - come lo stesso artista dichiarava alproprietario dell’opera durante l’inaugurazione della sua mostrapersonale a Palazzo dei Diamanti a Ferrara nel 2004 - e, oltre avantare un invidiabile curriculum espositivo, è particolarmenteinteressante per l’utilizzo dell’iconico cartellone che negli anni ’80in Italia indicava la presenza del telefono a gettoni (da qui il titolodell’opera) che reca la scritta “TELESELEZIONE”. I toni brillantidell’insegna che spiccano nell’assemblaggio dei metalli rivettatiaccuratamente restituiscono all’oggetto vita precedente: da pezzodi scarto diventa creazione artistica, secondo l’insegnamentoduchampiano.

[1] Robert Rauschenberg: Gluts. L'artista texano e il lato poeticodelle cose, comunicato stampa della mostra RobertRauschenberg: Gluts, Venezia, Palazzo Venier dei Leoni, 200930 maggio – 20 settembre, 2009
[2] Napoli e dintorni. Informatore d’arte, numero 6 aprile 1987,Intervista a Robert rauschenberg di Michele Buonomo

Stima

€ 400.000,00 - € 600.000,00

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