CATALOGO ASTA 99
ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA + DESIGN
27 MAGGIO 2021

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Jan Fabre

Battlefield

Firma dell'artista sul certificato
Cera, pigmento, legno, piombo e scarabei
cm 100x155x205
Eseguito nel 1998

Provenienza: Deweer Gallery, Otegem, Belgio;
Collezione privata, Belgio

Esposizioni: Jan Fabre / Battlefields & Beekeepers, Deweer Gallery, Otegem, Belgium, 1999, illustrato nel catalogo della mostra pubblicato dalla Deweer Gallery;
Jan Fabre - Homo Faber, Koninklijk Museum voor Schone Kunsten en M HKA, Anversa, Belgio, dal 13 maggio al 15 agosto 2006, illustrato nel catalogo della mostra alle pp. 34-35;
Jan Fabre - Hortus / Corpus, Kröller-Müller Museum, Otterlo, Olanda, dal 10 aprile al 4 settembre 2011;

Fotografia dell'opera autenticata dall'artista

 

 

 

 


“Battlefield” è una potente opera che Jan Fabre dedica agli insetti e al loro essere parte dell’equilibrio universale di tutte le cose e, contemporaneamente, alla volontà di portare in scena una moderna metafora della guerra. Sovente l’artista sviluppa i concetti che vuole esprimere attraverso visioni legate agli scarabei, anche qui molto presenti, che per lui sono paradigma assoluto dell’essere umano. Com’è immediato intendere già dal nome, in “Battlefield” il belga va a riprodurre un campo di battaglia: la particolarità è che al posto dei soldati a sciamare sul terreno vediamo falene e scarabei, affaccendati nello spostamento di fango e in una sincronica marcia verso i bordi del tavolo. Sul tavolo svettano i carapaci verdi dei coleotteri, in grado di assorbire la luce e che in questa situazione un po' vogliono ricordare le armature dei cavalieri medievali (come viene scritto nella presentazione della personale “Jan Fabre - Anthropology of a planet” allestita a Palazzo Benzon, Venezia, nel 2007): il campo di battaglia così diventa quello dell’umanità tutta, metaforicamente rappresentata dai piccoli animali. L'interesse di Fabre per la scienza e in particolare l’entomologia risale all’infanzia: "Come ogni bambino, ho raccolto ragni da terra e ne ho mosso le gambe per scoprire come funzionavano.” racconta. Ma il simbolismo che sta dietro al suo lavoro arriva molto più in profondità: ad ispirare l’artista è la qualità che ha permesso a questi organismi di sopravvivere per milioni di anni, ovvero la loro infinita adattabilità al mutare dell’ambiente circostante. Gli insetti infatti per il belga “Sono portatori di informazioni incredibili, hanno la più grande memoria evolutiva sulla Terra. Queste creature possono essere intese come i computer più vecchi al mondo".
Quella memoria colonizza “Battlefield”, il grande campo di battaglia di Fabre, da una parte ricordandoci come già gli antichi egizi tenessero in altissima considerazione lo scarabeo, emblema fertile del ciclo celeste di morte e rigenerazione, e dall’altra simbolicamente si interroga sul futuro della società contemporanea.

Stima

€ 50.000,00 - € 70.000,00

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