CATALOGO ASTA 97
ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
10 DICEMBRE 2020

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Jan Fabre

De loyaliteit pist in de mond van de dood (Loyalty pisses in death’s mouth) dalla serie: Vanitas vanitatum, omnia vanitas

Ali di scarabeo gioiello su pannello
cm 172,2x 227x8
Eseguito nel 2016

Provenienza: Deweer Gallery, Otegem, Belgio, come da certificato;
Collezione privata, Belgio

Esposizioni: Belgian Thoughts, Märkisches Museum, Witten, Germania, dal 12 ottobre 2019 al 26 gennaio 2020;
Jan Fabre - Kinight of Despair / Warrior of Beauty, State Hermitage Museum, San Pietroburgo, Russia, 2016, illustrato nel catalogo della mostra pubblicato nel 2016, p.108 e 123;
Jan Fabre - Vanitas Vanitatum, Omnia Vanitas, Deweer Gallery, Otegem, Belgio, 2016

Fotografia dell'opera autenticata dall'artista in data 20 maggio 2017

 

 

La vanità e la fedeltà sono i due temi principali di questo nuovo e impressionante lavoro della serie Vanitas Vanitatum, Omnia Vanitas (Vanity of Vanities, All is Vanity)’. Entrambi i temi sono comuni all’arte fiamminga del XVI e XVII secolo, così come al lavoro del maestro barocco di Anversa Jacob Jordaens per esempio. Concetti astratti come la vanità (Vanitas) e la fedeltà sono rappresentati nell’iconografia storica dell’arte attraverso una varietà di simboli. Un teschio e per estensione l’intero scheletro, una candela spenta, fiori appassiti, un orologio, un vetro rovesciato, simboleggiano tutti vanità per transitorietà. Il cane, a sua volta, simboleggia la fedeltà, la lealtà, la devozione, e anche la sottomissione. In combinazione con una pletora di immagini che ritraggono il comportamento disinibito e puramente istintivo dei cani (copulare per strada, appropriarsi del territorio sollevando una gamba contro tutto
e tutto, annusando e leccando tutto...) Capiamo presto che il simbolo del cane rappresenta anche tutto ciò che l’uomo considera al di sotto della sua dignità. Il motivo della vanità è un tema ricorrente nell’opera visiva e teatrale di Jan Fabre; non è infatti la prima volta che l’artista usa cani o attori che imitano i cani nel suo lavoro. In breve, non sorprende che, anche in questo caso, Fabre faccia un uso generoso di questi motivi.
Attraverso le sue combinazioni compositive di simboli di vanità e fedeltà, Fabre descrive la sua visione della transitorietà della vita terrena in modo molto penetrante: l’uomo deve impegnarsi in ideali che trascendono il temporale, come la Bellezza.Tutto il resto è irrilevante. Dal punto di vista tecnico, i mosaici Fabre sono realizzati con migliaia di ali cangianti dello scarabeo gioiello verde, proprio come nell’opera Heaven of Delight’ (2002) che è stata installata sul soffitto di una delle stanze del Palazzo Reale di Bruxelles, e la serie di Fabre Omaggio a Hieronymus Bosch in Congo’ (2011-2013) e Omaggio al Congo belga’ (2010-2013), che sono stati mostrati nel 2014 al Pinchuk Art Centre di Kiev, Ucraina.

 

 

Stima

€ 100.000,00 - € 140.000,00

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